martedì 19 ottobre 2010

Conferma

Se ce n'era ancora bisogno la Roma di Mr Bruno ha confermato il trend di questo inizio di campionato: squadra cinica e pragmatica, che bada sopratutto a non prenderne e che dispensa i goal un pò per volta, senza "sprecare" nemmeno una rete in più di quelle che servono per conquistare i tre punti con relativa tranquillità. Non conta allora che l'avversario fosse in inferiorità numerica sin dall'inizio, che fosse il primo impegno di domenica mattina (orario in cui, nella passata stagione, Divincenzo e compagni non avevano raccolto nemmeno un punto), che tra gli indisponibili ci fosse solamente l'infortunato di lungo corso Di Cera: il risultato finale non si discosta nemmeno questa volta dal canonico 2-0, tanto caro ai giallorossi.
Per la verità, la sensazione è che il risultato potrebbe anche essere più rotondo, causa anche la già citata inferiorità numerica dei partenopei, ma le 10.00 è un'orario tradizionalmente indigesto ai capitolini, che alla luce di ciò non possono che essere ugualmente soddisfatti del risultato colto. Come nel precedente match contro l'Inter, a risolvere la contesa è ancora una volta il ritrovato bomber Divincenzo, che pone la sua firma su entrambe le reti messe a segno dalla Roma.
Se per un verso, la superiorità numerica è stata certamente un vantaggio per gli ospiti, dall'altro essa ha compromesso sin dall'inizio lo spettacolo e la possibilità di vedere qualche marcatura in più. Il Napoli, infatti, è sceso in campo senza una punta di ruolo, al fine di badare soprattutto alla copertura degli spazi, per non lasciarne alcuno agli avversari: ciò ha impedito a questi ultimi, oltre che al napoli stesso, di trovare la via della conclusione con continuità. Il primo tempo, dunque, si è rivelato per la Roma più complicato di quanto potesse inizialmente sembrare: le occasioni da goal sono state davvero poche ed il vantaggio non poteva che arrivare, per la seconda volta consecutiva, da un calcio piazzato. Divincenzo ha messo in mostra ancora una volta le sue capacità balistiche, colpendo nell'angolino basso del palo più lontano, per giunta da distanza davvero notevole rispetto a quanto visto in occasione della prima marcatura stagionale. Altra nota da rilevare è il brillante ed immediato inserimento del nuovo acquisto Mele che, nella posizione di cursore destro da lui prediletta, ha dato sfoggio di notevole forza fisica e velocità, che gli hanno permesso di svolgere più che egregiamente entrambe le fasi di gioco.
La seconda frazione di gara, invece, complice anche lo svantaggio e il conseguente cambio di atteggiamento dei padroni di casa, è stata caratterizzata da maggiori occasioni da rete, nonostante la qualità del gioco abbia ulteriormente risentito della scarsa brillantezza fisica dei giocatori scesi in campo. Così, se da un lato Lofrano può vivere una giornata tranquilla senza troppi patemi, nell'area di rigore opposta si registrano addirittura due legni colpiti dai giallorossi, tra cui una traversa colta da Mele, sulla cui respinta Bergamotta, tutto solo, non è riuscito a ribadire in rete. Per quanto riguarda, invece, la seconda marcatura che chiude il match, è sempre Mele, che a coronamento di una prestazione all'insegna dello strapotere fisico, si invola sulla fascia, partendo quasi dalla sua area di rigore, trascinando letteralmente un avversario che cercava invano di fermarlo e servendo con molta precisione Divincenzo che appoggia comodamente in rete. La Roma si porta dunque a quota 15 in classifica, guadagnando una posizione a scapito del Lecce, uscito sconfitto dal big match contro il Catania, e rimanendo in scia al duo di testa. Prossimo appuntamento sempre di domenica mattina, questa volta alle 11, contro un Genoa che promette battaglia.
In relazione a quanto accaduto negli spogliatoi dopo il match, senza entrare nel merito della questione dal momento che non spetta a me dirimerla, posso solo esprimere un parere in relazione al fatto che il problema è stato posto in maniera garbata e civile e che è stato affrontato dal Mr con la consueta serenità e apertura al dialogo che lo contraddistingue. D'altra parte, sicuro di rappresentare anche l'opinione della dirigenza, ed avendo a cuore principalmente il bene della squadra e del gruppo (allenatore compreso), sono fermamente convinto innanzitutto della buona fede del Mr e del fatto che le sue scelte siano esclusivamente orientate al risultato finale. Alla luce di quest'ultimo aspetto, quindi, ho apprezzato davvero poco (e credo non solo io) l'etichettare l'esperienza sportiva del campionato che stiamo disputando come un qualunque passatempo, nel quale l'unico criterio di scelta degli uomini da schierare dovrebbe essere quello di giocare tutti in ogni partita: attraverso l'esperienza in questo o in altri sport credo che tutti abbiamo appreso che nelle competizioni sportive di squadra non sempre tutti possono trovare spazio in egual modo, ma che, al contrario, ci sono partite in cui la rotazione degli uomini a disposizione può essere completa ed altre in cui è essenziale che in campo vadano i migliori. Al di là del fatto che il campionato sia amatoriale e non professionistico, l'aspetto principale di una competizione risiede sempre nella voglia propria e dell'avversario di cercare di ottenere il massimo ed è in questa ottica che si rivolgono le scelte del Mr e anche la volontà di chi ha messo a nostra disposizione un notevole quantitativo di denaro sponsorizzandoci. Auspico quindi maggiore serenità e fiducia nelle scelte dell'allenatore, che vadano al di là dei singoli episodi.

M.O.