venerdì 5 novembre 2010

Missione compiuta

E' stata una partita ricca di spunti quella disputata nell'insolito appuntamento del martedì alle 19:00. Innanzitutto la conferma di una Roma che non riesce mai ad "ammazzare" una partita, nemmeno questa che appariva nettamente in discesa dopo soli dieci minuti, quando la rete di Bergamotta (alla seconda marcatura stagionale) e quella rocambolesca "autoinflitta" dai difensori del Parma alla propria porta, avevano portato il risultato sul 2-0. Già a quel punto la partita sembrava ormai segnata e destinata a percorrere binari nettamente favorevoli ai giallorossi, ma, forse per colpa dell'eccessiva facilità con cui il doppio vantaggio era arrivato, gli uomini di Mr Bruno hanno quasi smesso di giocare, limitandosi a tenere lontani i timidi tentativi di tirare in porta degli avversari. Eppure non sarebbe servito uno sforzo enorme per arrotondare e mettere definitivamente al sicuro il risultato, alla luce della scarsa consistenza di un Parma volenteroso, ma mai pericoloso. Al contrario il primo tempo si chiude con l'ormai solito 2-0 che, tuttavia, non destava molte preoccupazioni per il mister e per i giocatori romanisti, ignari di quello che stava per accadere.
Così la ripresa si apre sulla stessa scia di come si era chiusa la prima frazione: Roma in assoluto controllo del match e gli attacchi del Parma respinti senza troppi affanni. La prima rete degli emiliani arriva come un fulmine a ciel sereno: se pur con una buona dose di fortuna, è un vero capolavoro il tiro dell'esterno parmense che si insacca nel sette alle spalle di un incolpevole Lofrano. Già prima, però, si era cominciato a sentire gli effetti di una tensione quasi impalpabile dall'esterno fra i giocatori in tenuta giallorossa e il direttore di gara, la cui sola presenza evoca sempre brutti ricordi al gruppo che lo scorso anno vestiva la maglia del Siena e la cui gestione della gara non ha fatto che acuire tale tensione. Molto inspiegabilmente, forse irritato da alcune proteste, l'arbitro ha iniziato a dirigere il match letteralmente "a senso unico", non sanzionando spinte, strattoni e alcuni interventi in gioco pericoloso ai danni dei romanisti e al contempo fischiando a favore del Parma anche falli inesistenti. E quel che appare più grave nella prestazione generale di un direttore di gara che ha confermato per l'ennesima volta di non essere in grado di gestire una partita, è che l'escalation di errori ai danni di una sola squadra andava di pari passo con le proteste di quest'ultima, confermando l'assoluta inettitudine del direttore di gara a tenere le redini del match con lucidità e imparzialità.
Così sono arrivati il goal del 2-2 e l'espulsione di Mele, per presunti insulti all'arbitro che, tuttavia, soltanto quest'ultimo è stato in grado di udire fra i diversi giocatori di entrambe le squadre vicini al luogo dell'accaduto. Poco dopo è arrivata anche la seconda espulsione, questa volta a carico di D'armento, reo di aver fermato una chiara occasione da rete con un fallo da ultimo uomo: nulla da eccepire su quest'ultima decisione, anche alla luce del fatto che la partita era ormai compromessa per l'otto (anzi il sette, ah no il sei!) di Mr Bruno, quindi la missione era già compiuta.
Con l'incontro ridotto ad un misero 6 contro 8 è un errore di Oriolo in disimpegno a consegnare i tre punti al Parma, che ringrazia e porta a casa.
Oltre a compromettere la partita in esame, la catastrofica prestazione del direttore di gara complica molto anche il prossimo match che vedrà la Roma opposta al Lecce e che già il discutibile calendario aveva collocato ad appena 3 giorni di distanza dal turno precedente: ci auguriamo, dunque, che nel prosieguo del campionato, alla luce dei numerosi trascorsi negativi fra la scorsa annata ed il campionato in corso, la strada della Roma non debba più incrociare quella del sig. Mormando.
M.O.