lunedì 27 settembre 2010

La legge del due

Il termine giusto per descrivere il cammino della Roma in queste prime tre giornate è "marcia": al contrario di quanto avvenne il 22 ottobre 1922, però, quando i fascisti marciarono sulla Capitale, è la Roma di Mr Bruno che sembra letteralmente marciare sugli avversari che di giornata in giornata le si pongono di fronte. Una marcia quella dei giallorossi caratterizzata da un ritmo perfettamente scandito: quello del 2. Dopo il Cesena e il Cagliari, infatti, è il Bologna a subire le solite due marcature, non riuscendo per altro a creare molti patemi al portiere avversario. La regolarità con cui la squadra si impone da tre sabati a questa parte non è stata scalfita nè dalle assenze, né da un gioco che è sembrato patire più delle altre volte la scarsa condizione fisica di alcuni uomini, facendo segnare, da questo punto di vista, un leggero passo indietro rispetto ai precedenti impegni. Per quel che concerne le assenze, in particolare Manolio ha sostituito degnamente il portiere titolare, rendendosi protagonista di alcuni buoni interventi che hanno contribuito alla vittoria finale; ed i sicuri rientri di Lapergola e Lofrano, oltre al dubbio che riguarda l'infortunato Praino, non possono che essere di buon auspicio per il prossimo impegno contro il Brescia.
Ma veniamo all'analisi della partita: Roma in campo con il canonico schieramento a due difensori e scelte quasi obbligate per l'allenatore con la sola disponibilità di Tafuri, per altro reduce da un'operazione, oltre agli otto inizialmente scesi in campo. Partenza decisamente sprint dell'otto giallorosso, che per tutto il primo tempo assedia la porta avversaria, lasciando pochi spazi di replica al Bologna: unico brivido per Manolio una traversa colpita nelle fasi iniziali del match. Tuttavia, causa la scarsa precisione in fase realizzativa e anche di sfortunate deviazioni, gli alfieri capitolini non riescono a tradurre in goal la supremazia territoriale, con conclusioni che si spengono sul fondo o sventate dall'estremo difensore rossoblu. Tale tendenza però si inverte sul finire della prima frazione, quando Fasanelli è abile a tagliare tutta l'area avversaria e a ribadire in rete, sfruttando l'insolito assist del ruvido D'armento.
Il secondo tempo si sviluppa con un copione già visto, in cui la Roma respinge con ordine i tentativi di arrembaggio degli avversari, cercando di arrotondare il vantaggio in contropiede: tuttavia, quest'ultimo obiettivo non viene perseguito con la stessa efficacia del solito e la squadra di casa fatica a trovare la via della porta avversaria. Se, infatti, gli esterni e Divincenzo Jr. badano soprattutto a dare una mano al reparto arretrato, la scarsa brillantezza di Di Cera, insolitamente sottotono, si somma all'ormai cronico digiuno del centravanti Divincenzo, contro il quale si accanisce la sfortuna che, oltre all'infortunio in settimana, mette anche una clamorosa traversa a sbarrargli la via del goal. Complice anche la stanchezza, ospiti compresi, il raddoppio non può che venire da un episodio: un rigore giustamente assegnato dal direttore di gara per un evidente fallo di mani in piena area e realizzato da Di Cera (alla quarta rete stagionale).
Subito dopo la partita Mr Bruno si è detto comunque soddisfatto e fiducioso in vista dei prossimi impegni, dove conterà, oltre che naturalmente confermare la striscia positiva di risultati, migliorare alcuni aspetti del gioco, soprattutto in alcune fasi della partita.

M.O.